Agrifoglio’s Weblog


Decrescita felice
Agosto 1, 2009, 6:58 pm
Archiviato in: Generali | Tag: ,

In un mondo dove la crisi mette a rischio il nsotro stile di vita ci si deve  porre una domanda: è giusta la nostra continua ricerca della felicità attraverso il consumo delle risorse disponibili.

E’ possibile pensare alla nostra società priva di crescita, o di sviluppo?

In molti casi lo sviluppo viene infatti accostato ad un miglioramento del livello di vita, ciò è vero in tutte le situazioni in cui si parte da uno stato di minima vita  o “animale”.

In altre parole i servi della gleba del medioevo, o quelli attuali, possono pensare che se hanno più cose e le possiedono, consumandole, elevano il loro livello di piacere di vita.

Il percorso è più difficile per chi vive nella società occidentale avanzata dove per raggiungere lo stesso grado di soddisfazione, la famosa ricerca della feiclità riportata nella costituzione americana, è necessario aumentare a dismisura il consumo, in quantità e tempo.

Anche per l’agricoltura ci si dovrebbe porre la stessa domanda. fino a quando il sistema permetterà di soddisfare il crescente bisogno di “aumentare il livello di vita. Fino a quando potremo sopportare un mondo di obesi?

Esiste una legge fisica per cui non è possibile riportare un sistema ad uno stato di energia maggiore senza la perdita di una parte dell’energia stessa.

Se applichiamo questa legge alla situazione di aumento di consumi costante , cadono tutti le favole sulla sostenibiità dello sviluppo.

Si può ridurre lo spreco e allungare i tempi ma se consumiamo perdiamo una parte dell’energia e  alla fine perdiamo una parte dell’energia del nostro sistema terra.

Non esiste un sviluppo sostenibile, o meglio non esiste per il nostro modello di vita. Si deve trovare una via diversa, una via che porti alla decrescita, possibilmente felice.

Tutti i modelli di sviluppo sostenibile a mio avviso sono ridicoli, ad esempio se non facciamo più gli impianti inquinanti in europa e li spostiamo in paesi dove il controllo dei vincoli ambientali è minore il bilancio in totale non cambia e non si può dire che ci sia una “sostenibilità della produzione chimica.

Se i miliardi di cinesi e indiani cambieranno il loro stile di vita, adeguandolo ad un modello occidentale fatto di  hamburger e patatine, sarà la fine della natura così come la conosciamo, e questo è detto da uno che non ama i catastrofismi degli ambientalisti, e neppure gli ambientalisti in genere (soprattuto quelli italiani).

Non ho fiducia nel genere umano e quindi penso che una strada alternativa non si troverà mai, forse l’unica cosa che si dovrebbe iniziare a ripensare è sulla bugia del diritto per tutti di trovare la felicità.



Ri partire
Agosto 1, 2009, 6:05 pm
Archiviato in: Generali

Non sono riuscito a mantenere il mio impegno di scrivere poco ma costantemente, le vicissitudini della vita a volte modificano la situazione e costringono a cambiare le priorità degli impegni.

Bene o male che sia questa è una verità.

Ora che ho raggiunto un minimo di equilibrio, con la mia terza vita, riprovo a partire.

AgriFoglio